Visione Strategica

Visione Strategica

Questa competenza, un po’ messa in secondo piano nel recente passato a favore dell’attuazione (in inglese “execution”) sta tornando – a mio avviso giustamente – ad essere un must nel bagaglio di capacità che un manager deve possedere per poter ambire a posizioni di rilievo.

Grazie forse a Steve Jobs e alla sua biografia scritta da Walter Isaacson , la Visione Strategica ha assunto nuovamente un ruolo fondamentale nelle capacità del manager-leader in grado di rappresentare il futuro del suo team, della sua impresa o della sua organizzazione.

Credere che la Visione Strategica sia antitetica alla capacità di Attuazione (Execution) è stato un grave malinteso. Un manager capace di Visione sarà ancora più completo se fra le sue doti ci sono anche quelle del fare e del far fare, caratteristiche dell’Attuazione.

Per Visione Strategica intendiamo la capacità di cogliere gli elementi fondamentali che influenzano il contesto oggi e in futuro, di saper “immaginarsi” o scegliere i trend che avranno un impatto determinante sui mercati in cui l’impresa opera o potrà operare, di indicare il ruolo dell’impresa in questa evoluzione e soprattutto di “motivare” il proprio team, la propria organizzazione ad assumere questo ruolo.

Ricordo le incredibili visioni di Bill Gates che hanno reso Microsoft una delle imprese globali più importanti al mondo. Dapprima “un pc su ogni scrivania” per poi affermare “un pc in ogni famiglia” quando ancora la lavastoviglie non raggiungeva il 30% di penetrazione.

Oggi queste “visioni” sembrano ovvie, ma 30 anni fa nessuno – tranne Gates e la Microsoft – avrebbe scommesso su di esse.

La “Visione Strategica” orienta l’innovazione che non viene dispersa o peggio ancora regalata a chi ne sa trarre beneficio. Penso ad esempio a splendide aziende che hanno fatto la storia del ventesimo secolo quali la Kodak, che in mancanza di una Visione Strategica (e di una leadership che la possedesse) ha regalato una delle invenzioni più importanti degli ultimi 15 anni – la fotografia digitale – ai concorrenti. Non per mancanza di Attuazione, ma di Visione.

La Visione Strategica richiede arguzia, capacità di osservazione, di ascolto, umiltà (o meglio consapevolezza di sé), coraggio, e leadership, intesa qui come capacità di generare un “senso” per il proprio team, la propria organizzazione.

Richiede inoltre la capacità di investire oggi per ottenere un risultato a lungo termine, senza scoraggiarsi e mantenendo la determinazione anche quando i risultati sembrano molto lontani.

Porto ad esempio il primo PC touch screen del 1983 l’HP-150 perfettamente funzionante, ma senza alcuna applicazione. Jobs qualche anno dopo ha fatto di questa tecnologia la chiave per far diventare Apple una delle prime aziende al mondo.

Abbiamo detto poco!

Ritengo – nella mia esperienza – che la mancanza di Visione sia uno dei principali problemi dell’Italia. Molti manager italiani che eccellono nel senso pratico, nella capacità di fare – capacità che forse deriva dalla nostra storia di grandi artigiani – mancano però di Visione, anzi molti ritengono che sia un controvalore.

La Visione si costruisce con l’apertura mentale, la voglia di apprendere, la passione per il nuovo, la capacità di capire cosa si imporrà nel tempo, lo studio.

Un’organizzazione per migliorare la propria Visione Strategica deve porla come una delle più importanti competenze che i propri manager devono possedere per crescere nelle responsabilità.

Prendiamo ad esempio  le grandi imprese energetiche e del trasporto che oggi devono rimettere in discussione i paradigmi del passato e proiettare una Visione del proprio ruolo totalmente diversa dall’attuale se vogliono rimanere protagoniste fra 20/30 anni o addirittura sopravvivere.

La Visione Strategica si può misurare? Certamente. Ci sono comportamenti che rivelano questa capacità. Qualche esempio: essere capaci di determinare i “driver” di un business nuovo o di una più generica situazione inusuale. L’apertura mentale che si esprime nel voler approfondire le novità che possono avere un impatto sul proprio contesto con la lettura, la partecipazione a gruppi di interesse o ad altro. La capacità di “esplorare” novità e di trarne velocemente dei benefici per la propria azienda.

Si può sviluppare? Anche in questo caso certamente. È però una di quelle competenze che si imparano da “piccoli”. Per cui è molto importante sviluppare la competenza fin da giovani.

Per questa ragione questa competenza è sicuramente una di quelle da inserire in programmi di sviluppo di giovani talenti.

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Stefano Pivi

Da oltre venti anni nella consulenza e formazione manageriale. MBA
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