Rivoluzione all’Università, digitale.

Mettete dei giochi nei vostri corsi!

Intervista ad Arturo Patarnello, Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Per il secondo anno consecutivo, il dipartimento di Economia delle banche, delle assicurazioni e degli intermediari finanziari ha scelto Stra-le per integrare e implementare le conoscenze del corso Gestione Bancaria attraverso un Banking Game.  Si tratta di una Business Simulation, ovvero una metodologia didattica innovativa che utilizza modelli e software, sviluppati ad hoc, per simulare la gestione manageriale di un’azienda.

In questo caso i partecipanti vengono proiettati in un contesto ludico, competitivo e interattivo che riproduce le logiche economiche e organizzative di una filiale bancaria; suddivisi in team devono sfruttare al meglio le proprie conoscenze bancarie e capacità di pianificazione, problem solving, decision making, leadership e analisi strategica per raggiungere gli obiettivi prefissati all’inizio del gioco.

Una metodologia nata per la formazione dei talenti e dei direttori di banca e adottata con grande iniziativa e coraggio dal prof. Patarnello per i suoi studenti della Bicocca.

Prof. Patarnello, quali sono le ragioni che l’hanno indotta ad introdurre un’attività di “Gaming” all’interno di questo corso?

Vi sono almeno tre valide ragioni per investire tempo e organizzazione con l’obiettivo di inserire un game all’interno di un percorso triennale.

La prima è che non di rado i nostri studenti, prima di intraprendere un percorso di laurea magistrale scelgono di avvicinarsi al mondo del lavoro, di norma attraverso stages che peraltro spesso riguardano la rete commerciale di banche e intermediari; è utile allora che apprezzino il clima e le dinamiche di un ambiente di lavoro in cui si “compete” rispetto a risultati richiesti e vincolanti.

Il secondo motivo riguarda specificamente il corso di Gestione Bancaria, che è un esame del terzo anno e non può essere prevalentemente focalizzato su nozioni o concetti teorici; soprattutto la gestione di una banca può essere molto astratta se la si descrive in un’aula, anche con il supporto di buoni strumenti didattici.

Infine, il fatto che il BG Assobanca riguarda la gestione di una filiale, che nel caso degli intermediari bancari è un ottimo ecosistema per comprendere il funzionamento della banca nel suo complesso, e far capire “il tutto” attraverso una sua parte.

In che modo gli studenti hanno accolto questa iniziativa?

Circa un terzo degli studenti iscritti (circa 60) hanno scelto convintamente e con entusiasmo di partecipare, e tale applicazione si è notata anche nel momento in cui dovevano commentare un risultato o motivare delle scelte. Oltre tutto gli studenti hanno avuto anche lo stimolo di discutere e decidere in gruppo nel valutare le strategie della propria unità.

Come si è svolto il game lo scorso anno? Come invece quest’anno?

Asso banca è un business game che simula la gestione di una filiale bancaria in tutte le sue dimensioni:

  • Economica
  • Patrimoniale
  • Organizzativa
  • Commerciale

Suddivisi in team, in concorrenza tra loro, i partecipanti devono gestire una filiale di una banca commerciale per un anno, in 4 round decisionali successivi (che corrispondono a 4 trimestri), con lo scopo di raggiungere 6 obiettivi definiti all’inizio del gioco.

“Giocando” si apprende il funzionamento di una filiale bancaria attraverso un’attività pratica e divertente. Lo scorso anno il Game si è svolto per metà in presenza, presso l’Università Bicocca, e per metà on-line (le attività che hanno riguardato l’assunzione della decisione da parte dei partecipanti). Quest’anno invece, causa la grave pandemia in corso, si è preferito una soluzione completamente on line (decisioni, de briefing in diretta e approfondimenti) appoggiandosi ad una piattaforma di  e-learning Moodle.

Quali benefici avete ottenuto nella didattica dall’uso di questo game?

Le ragazze e i ragazzi acquisiscono rapidamente una consapevolezza delle interazioni e degli effetti delle principali scelte gestionali, sia pure poste in modo semplificato, e di conseguenza non solo recepiscono più facilmente la teoria ma sono in grado di sviluppare le loro prime capacità critiche rispetto al raggiungimento di un obiettivo o al trade off tra obiettivi loro assegnati.

Quale futuro prevede per queste metodologie nella didattica universitaria?

Purtroppo, le dimensioni delle classi spesso rendono difficoltosa l’organizzazione; inoltre, talvolta gli studenti possono avere comportamenti opportunistici e rinunciare a questa opportunità se non vedono una ricaduta immediata. Credo invece che proprio il progresso delle tecnologie (piattaforme, software) potrebbe rendere più utile la modalità didattica, almeno per gli studenti degli ultimi anni.

Infine, affiancare il BG al riconoscimento formale (ad esempio con il rilascio di open badge che certificano l’acquisizione di skills addizionali) rende più semplice seguire un percorso di innovazione didattica vincente per tutte le parti in gioco (docente, consulente e studente).

Vuole dare qualche suggerimento ai suoi colleghi?

Si, quello di esplorare questa modalità, eventualmente investendo tempo per una ricerca, al fine di avvicinare i contenuti dei propri corsi, quelli non di base, allo spirito del percorso formativo di una laurea in materie economiche, e specificamente di una laurea triennale.

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Stefano Pivi

Da oltre venti anni nella consulenza e formazione manageriale. MBA
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