Non ci sono più i manager di una volta

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Non ci sono più i manager di una volta

Quando pensate a un manager, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Se il vostro riferimento è la figura di un capo autoritario, che impartisce gli ordini in modo direttivo e supervisiona da vicino collaboratori e attività quotidiane… beh, siete rimasti indietro!

L’evoluzione del management riflette il cambiamento dei valori e delle esigenze nella società e nell’economia. Ripercorriamo le tappe di questo percorso evolutivo fino ai giorni nostri.

La figura del manager tradizionale

Negli anni ’50-’70, il manager autoritario regnava sovrano. Come figura centrale, emanava ordini e aspettava obbedienza. Questo modello era efficace in un’epoca in cui la gerarchia rigida e il controllo erano considerati essenziali per il successo aziendale. Nel tempo, questo approccio ha dimostrato i suoi limiti, ovvero soffocare creatività e innovazione.

Negli anni ’80-’90, con il progresso della tecnologia e la crescita delle aziende, è emerso il manager specialista. Questi manager erano super specialisti nelle loro funzioni specifiche, come produzione, vendite o amministrazione. Abili nel loro settore, spesso mancavano delle competenze necessarie per gestire efficacemente le persone e le relazioni interpersonali.

Il nuovo millennio ha portato con sé una nuova visione del management: il manager leader. Questi leader hanno capito l’importanza di ispirare e motivare le persone, oltre a gestire le operazioni aziendali. Essi incoraggiano l’innovazione, favoriscono il lavoro di squadra e sono aperti al cambiamento.

E oggi?

L’era del Manager Coach

Rapidi cambiamenti tecnologici, crescente complessità e interdipendenza, diffusione di forme di lavoro “smart”, fluidità dei mercati globali, … sono solo alcune delle sfide che le organizzazioni devono affrontare al giorno d’oggi. Senza contare l’emergere di una nuova sensibilità tra i giovani, alla ricerca di un ambiente di lavoro che tenga conto del loro benessere e faciliti l’espressione del potenziale.

In questo scenario, il modello manageriale tradizionale potrebbe non essere sufficientemente adattabile, reattivo e collaborativo, risultando di ostacolo alla crescita aziendale e poco attrattivo nei confronti delle nuove generazioni.

Ed è qui che entra in gioco il Manager Coach: un modello manageriale orientato allo sviluppo personale e al potenziamento delle capacità dei dipendenti, secondo l’approccio del coaching.

Chi è il Manager Coach?

Il Manager Coach è molto più di un semplice supervisore o capo. È un leader che si distingue per la sua capacità di ispirare, motivare e sviluppare le persone sotto la sua guida.

“Il vero leader è colui che riconosce il potenziale negli altri e li ispira a diventare la versione migliore di sé stessi.” – Howard Schultz

Il Manager Coach lavora attivamente per aiutare le persone a far emergere il proprio talento. Ciò significa identificare opportunità di crescita, trasmettere valori e comportamenti professionali per raggiungere gli obiettivi, incoraggiare l’auto-riflessione e l’apprendimento continuo, in una logica di sviluppo delle persone.

Cosa cambia rispetto ai “manager di una volta”?

Il modello di leadership incarnato dal Manager Coach si basa sulla valorizzazione dell’unicità delle persone: l’obiettivo è riconoscere i talenti individuali e creare gruppi di lavoro composti da persone con competenze complementari, permettendo a ciascuno di esprimere appieno il proprio potenziale.

Alla base della relazione tra manager e collaboratore ci sono fiducia e responsabilità. Piuttosto che dare rigide direttive ed esercitare uno stretto controllo sulle attività del dipendente, il Manager Coach promuove l’autonomia dei dipendenti, incoraggiandoli a prendere iniziativa e ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

A differenza dei modelli passati, il Manager Coach favorisce una comunicazione aperta e bidirezionale con i membri del suo team, incoraggiando il dialogo e il feedback reciproco. Si crea un ambiente di lavoro aperto e collaborativo che valorizza le diverse prospettive e facilita l’emergere delle intuizioni personali. In un contesto fluido e in costante cambiamento come quello odierno, la condivisione di soluzioni creative risulta di grande vantaggio per riuscire a “stare al passo con l’emergente”.

Perché è così importante?

L’introduzione di Manager Coach all’interno dell’organizzazione porta a numerosi benefici, tra cui:

  • Miglioramento delle prestazioni: I dipendenti si sentono valorizzati e supportati, il che si traduce in un aumento della motivazione e dell’impegno sul lavoro.
  • Crescita professionale: Grazie al supporto del Manager Coach, i membri del team hanno l’opportunità di sviluppare le proprie competenze e progredire nella loro carriera.
  • Aumento delle capacità di leadership: Attraverso l’esempio del Manager Coach, i dipendenti imparano le competenze i valori e gli atteggiamenti che caratterizzano i leader efficaci.
  • Riduzione del turnover: Un clima di fiducia e supporto promosso dal Manager Coach contribuisce a mantenere i dipendenti soddisfatti e impegnati, riducendo così il tasso di turnover.
  • Cultura aziendale positiva: Un Manager Coach crea un’atmosfera di collaborazione, fiducia e apertura che si riflette positivamente sull’intera organizzazione.

Articolo scritto a due mani da Chiara Grigis e Lorenzo Paino D’Urzo