Daniel Goleman, Lo spirito creativo: intelligenza in movimento

Nel 2001 Daniel Goleman con l’aiuto di Michael Ray, Paul Kaufman, produttore televisivo, scrive Lo spirito creativo, storia della televisione e del libro, del libro e della televisione. Lo stile colloquiale e di scrittura (224 pagine) calano il lettore nella dimensione dell’intervista. Ne Lo spirito creativo si trovano trascritti brandi di interviste tratte da un programma televisivo americano che porta lo stesso nome. Il libro, mette in evidenza la forza della creatività in ogni tipo di relazione e lavoro umano. Questa è l’alito stesso della vita, scrive, e non è appannaggio solo ed esclusivamente di arte, letteratura, musica ma anche di scienza ed economia.

lo spirito creativo

Ogni soluzione banale che troviamo, ogni risposta creativa che siamo pronti a dare, è il frutto di un momento di creatività, il momento in cui la mente applica la creatività. Questa però non è sempre la regola, infatti non sempre riusciamo a dargli libera espressione. Nel libro tutte le volte che la nostra intelligenza emotiva non riesce a dare il meglio di sé, è colpa dei killer della creatività. Si tratta del pregiudizio e dell’autocensura, che portano alla sclerosi psicologica, ovvero un atteggiamento particolare della mente che comporta un irrigidimento della stessa e una perdita completa della capacità di pensare in modo creativo.

Lo spirito creativo, invece,  ha bisogno di stimoli, incoraggiamento e di essere coltivato fin dalla fanciullezza, in modo da diventare quella diretta conseguenza spontanea e fidata. Lo scopo di Goleman e degli autori con cui scrive questo libro, è far diventare l’intelligenza emotiva base di ogni singola espressione della mente. Il talento si fonda sulla capacità creativa di essere qualcuno e non qualcun altro, nella volontà di essere autentici e non copie. Come raggiungere tutto questo? Con l’inventiva, la creatività, la capacità di dare una risposta diversa.

Lo spirito creativo aiuta a riconoscere e dare voce alla creatività, a sfruttare appieno ogni risorsa, ad abbattere i vecchi schemi  e pregiudizi secondi cui per migliorare la vita lavorativa e interpersonale, non basterebbe solo un approccio diverso alle cose. Pensare, ma pensare in modo creativo, fa essere migliori e vincenti, unici ed irripetibili. Per capire quanto è possibile essere capaci di pensare in modo creativo, di accendere la mente e di indirizzarla verso risposte creative, bisogna fare come Archimede, suggerisce il libro: ad ogni risposta trovata urlare eureka difronte al problema. Ho trovato, ho trovato la soluzione!
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Stefano Pivi

Da oltre venti anni nella consulenza e formazione manageriale. MBA
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